Il Silenzio dei Sapienti: Riflessioni su Hiroshima e Nagasaki *


Fat Man” fu sganciata il 9 agosto 1945 su Nagasaki, tre giorni dopo “Little Boy” su Hiroshima. A differenza di quest’ultima, Fat Man era una bomba al plutonio, più complessa e potente.

Quelli che sanno non parlano, quelli che parlano non sanno”

Questa citazione, attribuita al pensiero taoista è una provocazione sulla saggezza e il silenzio. Applicata al contesto delle bombe atomiche Little Boy e Fat Man, assume una potenza inquietante.

Il silenzio dei sapienti e il rumore della potenza

  • I fisici del Progetto Manhattan, come Oppenheimer, Fermi, e Leona Woods, sapevano. Avevano compreso la portata devastante della fissione nucleare. Eppure, molti di loro non parlarono pubblicamente prima del lancio. Il sapere era confinato nei laboratori, nei calcoli, nei test. Il silenzio era imposto dalla segretezza militare, ma anche dalla paura di ciò che stavano creando.
  • Dopo Hiroshima e Nagasaki, il mondo ha iniziato a parlare — politici, giornalisti, cittadini. Ma spesso senza comprendere davvero la scienza dietro quelle esplosioni. Il sapere era limitato, eppure le parole abbondavano: giustificazioni, condanne, propaganda.
  • La frase orientale ci ricorda che il vero sapere è spesso silenzioso, riflessivo, consapevole del proprio limite. Mentre l’ignoranza ama il rumore, la semplificazione, la retorica.

Un paradosso etico

  • Little Boy e Fat Man non furono solo armi: furono manifestazioni del sapere scientifico spinto oltre la coscienza morale.
  • Il silenzio dei sapienti non fu sempre virtù: in quel caso, fu anche complicità, incapacità di opporsi, o semplice impotenza.
  • E chi parlava — i decisori politici — non sapeva davvero cosa significasse liberare l’energia dell’atomo su una città.

A ottanta anni di distanza, quella frase ci invita ancora a chiederci: quando il sapere deve parlare? E quando il silenzio è saggezza, e non omissione?
Nel caso della bomba atomica, forse il silenzio fu troppo lungo. E le parole, troppo tardive. E ne 2025? Che ve ne pare?

* Questa riflessione mi è stata ispirata ispirata da un post della rockstar delle fisica, Gabriella Greison, che trovate qui https://www.linkedin.com/posts/gabriella-greison-2ba65b97_altro-anniversario-oggi-80-anni-fa-la-activity-7359836222204108800-GuFM?utm_source=share&utm_medium=member_desktop&rcm=ACoAAAM1v5UBkiVA35ERjXqN68B0bNPhhzXRLr8

3 pensieri riguardo “Il Silenzio dei Sapienti: Riflessioni su Hiroshima e Nagasaki *

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  1. l’ignoranza ama il rumore, la semplificazione, la retorica.

    Ahimè lo constato ogni giorno di più, tanto in ambito professionale che politico.

    1. Già 2000 anni fa, all’inizio della cultura Cristiana, Paolo scriveva nella sua prima lettera ai Corinzi*: ” Fratelli, nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente… “

      • La chiesa Ambrosiana la propone proprio oggi, insieme alla “saggezza di Salomone” del vecchio Testamento.

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