R Fortunati – In cammino

le strutture della nostra società del benessere, che si alimenta di tecnologia e si autoinganna con il mito della crescita continua, emettono sinistri scricchiolii. Alcuni li avvertono e li segnalano ma i buoni propositi, sinceri o di convenienza, non servono. Altri preferiscono occuparsi dei problemi futuri, non sapendo come gestire quelli attuali. Il sistema di “comando e controllo” non riesce a gestire la complessità della situazione e le sempre maggiori contraddizioni che caratterizzano la società tecnologica globalizzata. Gli eventi, anche in questi ultimi giorni, lo dimostrano.

Meglio cercare di allontanare il crollo, agendo sulle poche leve non più adeguate, ed alla fine subirlo, o agire d’anticipo e provocarlo, in maniera programmata e controllata? Una azione vigorosa di rinnovamento e sostituzione delle strutture economiche e sociopolitiche che non reggono più, potrebbe consentirci di prevenire il verificarsi di una serie incontrollabile di cigni neri? Non basterà certo fissare delle nuove priorità e rinnovare il management. Che sacrifici siamo disposti ad accettare, prima che i fatti ce li impongano?

L’esperienza dimostra che è meglio far accadere gli eventi, cercando di controllarli, piuttosto che subirli.