Lo acquistai e cominciai a leggiucchiarlo circa 5 anni fa. Sarà l’effetto post-COVID di cui, spesso inconsciamente, siamo tutti un po vittime. Sarà l’effetto esponenziale del cambiamento tecnologico e geopolitico. Ho ripreso il volume in mano e riletto alcuni brani che mi erano sembrati poco realistici. Ho dovuto cambiare idea, compiendo uno sforzo non indifferente per superare i soliti pregiudizi STEM. Ecco solo un paio di brani che oggi, a fine 2025, vi invito a considerare “a mente libera.”

Il paradosso dell’assenza di tracce di civiltà aliene, nonostante le nostre costanti ricerche
“Stiamo assistendo al travaglio del parto di una nuova civiltàdi tipo I, basata sulla scienza e sulla prosperità. Vediamo i semi di questa storica transizione germinare ogni giorno davanti ai nostri occhi.” … Ora che abbiamo classificato le civiltà nello spazio, possiamo calcolarne il numero nella galassia. Per esempio se applichiamo l’equazione di Drake a una civiltà di tipo I per stimare quanto possano essere frequenti, scopriamo che dovrebbero essere abbastanza comuni. Eppure non ne vediamo alcuna traccia. Perchè? Ci sono varie possibilità. … Elon Musk ha ipotizzato che, man mano che le civiltà padroneggiano la tecnologia avanzata, sviluppano anche la capacità di distruggersi e che quindi la più grande minaccia per una civiltà di tipo I possa essere se stessa” ..
Sulla opportunità di restare con i piedi per terra
“Seduti sulla nostra poltrona, qui sulla terra, tendiamo a dimenticare che ogni centimetro quadrato della nostra pelle è sottoposto ad una pressione atmosferica di circa un chilogrammo, in quanto sopra di noi c’è un’enorme colonna d’aria. E perchè non finiamo schiacciati? Perchè c’è un altro chilo di pressione che spinge in senso opposto, dall’interno del nostro corpo, creando un equilibrio. Se però andiamo sulla Luna, il chilo di pressione per centimetro quadrato da parte dell’atmosfera viene meno, e rimane solo il chilo di pressione che spinge verso l’esterno. In altre parole, togliersi la tuta spaziale sulla Luna potrebbe essere un’esperienza molto spiacevole. Meglio tenerla sempre addosso.”
Tra il sogno di una civiltà di tipo I e la pressione che ci schiaccia ogni giorno, il futuro dell’umanità resta sospeso: prosperità o autodistruzione? Dipende da quanto siamo disposti a guardare in faccia le nostre contraddizioni.
Ho stimolato il vostro interesse? Fatemi sapere.
“Può esserci qualcosa di più pericoloso di una massa di dèi insoddisfatti e irrespondabili che non sanno neppure ciò che vogliono?” domanda retorica tratta dalla postfazione di Sapiens Da animali a dèi di Yuval Noah Harari 2017.