Cina e Occidente: Riflessioni sulla Rivoluzione Culturale.


Chi ha paura delle cravatte cinesi?

Il mondo è cambiato: lo sentiamo dire e lo ripetiamo da molti anni. Ma spesso sono i dettagli, più che le grandi dichiarazioni, a rendere evidente la portata del cambiamento. Oggi ne segnalo uno, apparentemente marginale ma tutt’altro che insignificante. Contrariamente ai tempi di Mao, il “Grande Timoniere”, oggi quasi tutti i personaggi di rilievo in Cina indossano la cravatta. Un accessorio che un tempo incarnava tutto ciò che andava rifiutato come simbolo del mondo borghese occidentale è diventato parte integrante del nuovo linguaggio del potere.

E noi, in Occidente? Noi che la globalizzazione l’abbiamo promossa, celebrata e presentata come destino inevitabile e virtuoso, almeno finché sembrava giocare a nostro favore, oggi osserviamo con una certa inquietudine il successo di quei codici che avevamo esportato con tanta convinzione.

Forse allora vale la pena rovesciare la prospettiva: ora che i cinesi indossano la cravatta, perché non siamo noi, finalmente, a interrogarci sulla necessità di una vera rivoluzione culturale? Una rivoluzione di cui, a ben vedere, avremmo da tempo un gran bisogno.

Auto elettrica, scienza batte arroganza: così la cinese Byd ha sorpassato la Tesla di Musk | Corriere.it

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