Sento a volte gli addetti ai lavori, ed anche qualche esperto, confondere il ciclo di vita del progetto con il ciclo di vita dell’opera da realizzare. Le rispettive durate sono, ovviamente, molto diverse (alcuni anni per il progetto, alcuni decenni per l’opera). Quando il progetto è terminato, l’opera inizia la propria vita utile. Ciò provoca non pochi equivoci, inefficienze e costi imprevisti.

Anche a livello sociopolitico, mutatis mutandis, si tende spesso a confondere il ciclo di vita del progetto elettorale, che si esaurisce in alcuni mesi, con quello del progetto politico, la cui implementazione implica una durata di alcuni anni. Quando il progetto elettorale si conclude, inizia il progetto politico, di maggiore complessità e durata. Molti si concentrano sulla prima fase, che tendono a riproporre frequentemente, senza mai arrivare a realizzare compiutamente la seconda, che richiede maggiori risorse, capacità e competenza. Anche in questo caso l’equivoco è origine di rischi, inefficienze e costi imprevisti. Su scala locale, nazionale, a volte anche globale.