Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?


Quando per inseguire i sogni rinunciamo alla realtà ed alla nostra capacità di incidere su di essa esercitando il nostro spirito critico..

Molti ricorderanno questa domanda a cui non è facile dare una risposta. Perché quelle possibili sono molte e ciascuno di noi in base alla propria cultura, esperienza, stagione della vita, è portato a proporne una diversa. In realtà quasi tutti sappiamo che non c’è alcuna utilità a stare fermi a guardare, ma ogni volta che ci facciamo sorprendere in questo atteggiamento è perché un fatto, un avvenimento ci ha colti increduli ed impreparati. Non c’è alcun valido motivo per fermarsi più del tempo strettamente necessario a cercare di capire, e non sempre è possibile, valutare ed agire di conseguenza. Non è sempre possibile perché più la tecnologia e la scienza ci aprono nuovi orizzonti e conoscenze, più crediamo di aver finalmente trovato ciò che ci mancava per cambiare il nostro destino, più ci rendiamo conto che una nuvola ci nasconde la realtà e la rappresentazione che ce ne siamo fatta è incredibile e insoddisfacente. Non possiamo ancora affidarci alla sola scienza ma sappiamo che abbandonarla per la sola fede non ci porterebbe da nessuna parte. La nostra nozione dello spazio e del tempo è commisurata alla nostra umanità ed al nostro ciclo di vita, troppo limitato e breve per permetterci di cogliere le pur notevoli evoluzioni dell’universo di cui cominciamo a intuire la complessità e l’estensione. Inutile negarlo, il disegno strategico ci sfugge ancora completamente, forse più ora di quanto non sfuggisse ai nostri antenati. Non possiamo sapere il come e il quando e neanche il perché. Potremmo però adottare una tattica, che sia alla portata della nostra conoscenza e immaginazione, per continuare a sperare. Certo, ormai tutto cambia molto rapidamente; ma senza lasciarci distrarre Dovremmo progettare le nostre vite, e almeno quelle dei nostri figli, fissando e perseguendo gli obiettivi e le priorità a cui tutti facciamo riferimento, e che sappiamo essere irrinunciabili. Spesso, mai come ora, tendiamo invece a trascurarli, restando inerti a guardare il cielo.

3 commenti

  1. Temo che ormai, più che fermi a guardare il cielo, i più si stiano mobilizzando, perseguendo obiettivi e priorità cui fanno riferimento gli influencer sui social media (leader politici inclusi), e che credono essere irrinunciabili…
    Se i nostri antenati fissavano il cielo in cerca di risposte (che in genere non arrivavano, favorendo la riflessione personale), le nuove generazioni fissano i social che, purtroppo, propinano ogni genere di risposta ad ogni genere di domanda. Fine del li ero pensiero?

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