Quasi sereno?

Qualcuno penserà: “dipende da che cosa si vuole evidenziare; è come per il bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto”. Non sempre è così. In effetti tutto dipende da quanto vogliamo essere rigorosi e da quanto siamo informati. A volte chi scrive usa i termini in maniera ambigua, sfruttando la nostra scarsa competenza o attenzione per trarci in inganno, senza mentire. Spesso, quando leggiamo o ascoltiamo, ci facciamo una opinione sulla base dei nostri pregiudizi, senza curarci del reale significato di ciò che viene scritto o detto.

Del diluvio di notizie e informazioni che riceviamo giornalmente, pochi sono disposti a leggere più di qualche riga; i più si fermano alla “impressione” del titolo. Siamo pronti a farci una opinione sulla base di poche parole, senza approfondire e neppure completare la lettura. Non ci interessa tanto il senso del messaggio o il suo contenuto, quanto la sua attualità e capacità di raccogliere un momentaneo consenso. Ecco allora che il “quasi sereno” o il “parzialmente nuvoloso” (o i relativi equivalenti in economia, in politica o nella gestione dei progetti), vengono usati indifferentemente, secondo l’interesse momentaneo, per colpire l’immaginazione di chi si lascia influenzare, senza chiedersi se esista e quale sia la differenza tra le due espressioni*. E noi, come ci comportiamo quando leggiamo, comunichiamo e assumiamo decisioni per noi stessi e per gli altri? Conosciamo l’esatto significato, il valore e la qualità delle informazioni di cui ci serviamo?

*I meteorologi la conoscono, noi?