Messaggio in una bottiglia digitale*


Indirizzato a noi stessi nel 2039..

Si tratta di un articolo appena pubblicato da alcuni ricercatori, che operano nel campo medico, sul Journal of Medical Internet Research. Affronta con rigore scientifico, ma in modo inconsueto, alcune delle tematiche cui si è accennato su questo blog, circa le pericolose derive che la continua “disruptive innovation” sta causando alla nostra civiltà. Non si tratta di sola filosofia della tecnologia ma di fatti, registrati al 2019, sui quali si chiede di aprire un dibattito anche in relazione alle possibili soluzioni cui si fa cenno, se non è troppo tardi ..

La lettura richiede circa 20 minuti, immagino che molti non avranno tempo e modo di completarla. Per sollecitare la curiosità di qualcuno anticipo l’abstract:

We are fully aware that we could have wasted our time writing this message, as nobody might read it. Even those who read it might ignore it, and those who read and care about it might be unable to do anything. It may simply be too late. Nevertheless, this message describes the hopes we had back in 1999, imagining how the incredible digital tools whose birth we were witnessing, could change the world for the better. In 2019, when we wrote these words, we were saddened to realize that most of what we had imagined and proposed in the past 20 years could have been written the day before, without losing an iota of relevance. Whoever or whatever you might be, dear reader—a human, a sentient machine, or a hybrid—we would like you to understand that, rather than an attempt to predict the future, which probably continues to be an impossible endeavor, this message was meant to act as an invitation, regardless of when or where it is found, to engage in a conversation that has already transcended time and space, even if the issues it contains have become irrelevant.
(J Med Internet Res 2019;21(11):e16274) doi: 10.2196/16274

* From a Digital Bottle: A Message to Ourselves in 2039 – Alejandro R Jadad1, MD, DPhil; Tamen M Jadad Garcia2, BSc

https://www.jmir.org/2019/11/e16274/pdf

Qualcuno, avendo letto il testo, ritiene che si tratti di falsi problemi? Oppure che ci siano soluzioni alternative a quelle indicate? E’ il caso di preoccuparsi più di quanto già distrattamente facciamo? Proviamo ad aprire un dibattito ..

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