Come avete osato? (2)


Abbiamo visto nella prima parte di questo post come, già a metà degli anni settanta, fossero stati ipotizzati degli scenari, che si estendevano fino ai giorni nostri ed oltre, relativi ai rischi connessi allo sviluppo economico e tecnologico prevedibili a quel tempo; e come reagirono le classi dirigenti di allora.

Andamento delle emissioni globali di CO2 in atmosfera. Fonte Dati World Bank 2018

IL MONDO NEL 2010*

Nella seconda metà degli anni Novanta Antonio Martelli, esperto in analisi strategica ed elaborazione di scenari, docente all’università Bocconi, si esercitò ad immaginare cosa sarebbe successo nei 15 anni successivi. L’aumento della complessità dei problemi rispetto agli anni settanta già induceva a non spingersi troppo avanti nelle previsioni. Il mondo nel 2010 analizza opportunità e rischi derivanti dai fenomeni sociopolitici e tecnologici che si stavano delineando. Qui accenniamo, in estrema sintesi, ad una premessa e due scenari fra i tanti considerati. E’ certamente possibile argomentare sul rapporto di causa effetto tra la premessa e i fenomeni indicati; sembra invece difficile non riconoscere la grande attualità dell’una e degli altri.

La premessa

“La fine del XX secolo vede in germe il delinearsi di una contraddizione profonda tra due classi di fenomeni: Da un lato il mondo ..si sta globalizzando, nel senso che l’arena dell’economia e della tecnologia è ormai il mondo intero. Dall’altro lato, il mondo si sta però sempre più frammentando. A confermarlo non è solo la crisi dello stato-nazione, ma l’insieme dei rapporti sociali che ..sempre più a fatica tengono insieme le società tradizionali”.

La previsione del rischio ecologico – ambientale

“le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera sono aumentate da circa settanta parti per milione nel secolo scorso a circa 350 oggi … se l’attuale tasso di crescita dello 0,4-0,5% all’anno dovesse continuare, i livelli di anidride carbonica potrebbero arrivare alla metà del XXI secolo a 550 o anche 600 parti per milione, provocando rilevanti aumenti nella temperatura media della terra… . E qui casca l’asino.. La globalizzazione, infatti, induce al rifiuto di responsabilità relative alle conseguenze locali delle attività economiche gestite su scala planetaria; la frammentazione induce al rifiuto del problema ambientale nella sua dimensione complessiva e a cercare di scaricare sul vicino le conseguenze dell’inquinamento”

Andamento della concentrazione di CO2 in atmosfera (ppm). Fonte dati al 2018:
http://www.bom.gov.au/state-of-the-climate/greenhouse-gas-levels.shtml

La previsione del rischio sociopolitico

“Dieci anni fa un libro, che forse avrebbe meritato più attenzione, numerava in 6.000 i giorni che ci separavano dal nuovo millennio…Quello che veniva ipotizzato era né più né meno la scomparsa del ceto medio o quantomeno un drastico ridimensionamento della sua importanza …Il rischio che si corre è quello di avere una corte di tecnocrati circondata da un esercito di semianalfabetiQuesta è forse l’ipotesi più preoccupante che si possa formulare circa l’evoluzione a 15 anni delle società dei paesi avanzati. Non è detto che le cose debbano andare proprio in questo modo .,. però, il rischio esiste: e le condizioni in cui versa attualmente la mediazione politica, anche se non soprattutto, nei paesi avanzati non consente di supporre che possa venire facilmente evitato”.

Sul tema del declino e della marginalizzazione della classe media nelle civiltà occidentali, dal 2010 ad oggi, sono stati versati i classici fiumi di inchiostro. Allora, nel 1998, anche in questo caso, pochi tra gli esponenti delle classi dirigenti, sembrarono preoccupati che questa eventualità potesse verificarsi. Figuriamoci la pubblica opinione.

Continua ..

* Il Mondo nel 2010 – Antonio Martelli – Il Sole 24 ore Media e Impresa- 1997

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