Il luogo comune a cui ci ispiriamo in queste circostanze è: Chiunque tra i candidati risulterà vincitore o eletto, una volta insediato, si occuperà principalmente degli interessi del gruppo a cui si ispira. Per me che vinca l’uno o l’altra, non cambierà nulla. I miei interessi li dovrò tutelare personalmente, con le unghie e con i denti.

Ne consegue, In base ad una logica semplicistica, visto che non mi sento tutelato dimostrerò, astenendomi, il mio disappunto e la mia indifferenza verso chi si ricorda di me solo per chiedermi il voto. La bassa percentuale dei votanti sarà un segnale della necessità di rinnovare e cambiare davvero, non solo in periodo elettorale.

Con queste logiche, seguendo un ciclo perverso, la percentuale dei votanti, in molte democrazie occidentali, si é progressivamente ridotta fino ad avvicinarsi in qualche caso al 30% degli aventi diritto. La minoranza al potere.

Se le motivazioni a volte sono condivisibili, non lo è certamente la reazione negativa dell’astensione. Chi non vota, in realtà non dice nulla. Spesso, non votando favoriamo inconsapevolmente proprio coloro che vorremmo punire, lasciando un peso determinante a quella modesta percentuale che si attiva in prospettiva di un vantaggio. C’è di più. Gli eletti, che di fatto e di diritto diventano rappresentanti di tutti gli elettori, spesso ritengono di non dovere alcuna riconoscenza a chi non ha votato. Per il periodo in cui resteranno in carica, si occuperanno primariamente del sottoinsieme dei loro sostenitori, poi di quello dei loro oppositori, da ultimo della maggioranza che non si è espressa. Almeno finché non si avvicini la prossima tornata elettorale.

Lo so, non esprimersi non vuol dire necessariamente non avere un’opinione, tuttavia chi non si esprime, anche in democrazia, si autocondanna all’irrilevanza. Attenzione, alla lunga si potrebbe anche concludere che, in base al disinteresse della maggioranza, la pratica del voto sia da considerarsi obsoleta. Il sistema con cui in occidente si attua la democrazia ha certamente bisogno di un tagliando, ma non sembrano esserci valide alternative.

Esprimendo il diritto di voto, finché ci viene chiesto di esercitarlo, anche se non è in gioco il nostro interesse personale, contribuiamo attivamente alla salute della comunità di cui facciamo parte. Questa é l’Idea della democrazia.