“E’ il momento perfetto per voltare pagina”


Il messaggio pubblicitario di un venditore di libri online si presta ad altre considerazioni, in relazione alla situazione imprevedibile e drammatica che stiamo vivendo e che speriamo solo di superare e dimenticare al più presto. Da quanto tempo indugiamo sul libro delle favole, sognando che la tecnologia risolverà, al nostro posto, i gravi problemi che abbiamo creato? A volte occorre saper cogliere l’attimo ..

The Right Time. (photo credits Massimo Ciccarelli)

Categorie:EthicsofKnowledge

6 replies

  1. In effetti, più che di voltar pagina, qui si tratta di cambiare capitolo.
    Un principio fondamentale e, di per se scontato, vuole che se non si cambiano gli stimoli o input forniti ad un processo che rimane immutato, gli effetti o output saranno gli stessi, a meno dell’irripetibilità intrinseca al processo stesso.
    Ora, se semplicemente voltiamo pagina e torniamo a fare quanto facevamo prima, ci ritroveremo in un tempo più o meno breve (la tecnologia accelera tutto e vogliamo ancora tutti essere disruptive, passando al digitale) al punto di partenza.
    Qui occorre IMHO non solo migliorare il processo ma anche e soprattutto cambiare gli stimoli che gli forniamo.

    PS: complimenti per la foto!

    • E’ vero, occorre cambiare capitolo. Ciò che la simbologia non rende evidente è che, almeno per aree omogenee, come le nostre democrazie occidentali, il libro è lo stesso. Comune a tutti. Se ciascuno voltasse la propria pagina ..

      • Perso il mio precedente commento, lo riassumo sinteticamente per tentare di nuovo e verificare il corretto funzionamento della pubblicazione:

        E’ tempo di voltare pagina , convinzione largamente condivisa a parole ma ad oggi non si intravvede il modello di prospettiva che dovrebbe riempire di contenuti la nuova pagina (esigenza immediata) per ottimizzare gli sforzi, mentre si brancola ancora nell’emergenza. Manca la propulsione lungimirante e visionaria che individua con sapienza, cultura ed interesse generalizzato il nuovo punto di equilibrio in cui potremmo approdare se guidiamo gli eventi, prima che questi prendano il sopravvento e ci precipitino nella cruenta incertezza. La classe politica italiana dei partiti, anche se conserva ancora punti di competenza, è troppo collegata a logiche del passato (galleggiamento), tutte da superare e inadeguate per poter scrivere la nuova pagina. I nuovi e giovani politici non ne hanno le competenze e poi sbandano troppo nell’ansia di occupare poltrone senza vergogna. Alla prova dei fatti anche loro sono del tutto inadeguati a guidare questo passaggio epocale. Le opinioni di massa servono a poco, troppo strumentalizzate e largamente tifose di interessi di parte. Rimangono gli uomini/donne di pensiero e di cultura che abbiano una chiara idea dei limiti delle società attuali e sappiano diradare con lungimiranza la nebbia per individuare il bene comune e modello a cui tendere. Questo, di certo, non sarà paragonabile alle modalità e ritmi di vita attuali ma dovrà impedire l’inevitabile collasso a cui siamo fatalmente destinati se non saremo in grado di cogliere questa grande occasione della pandemia. Mi domando dove sono nascosti questi rari esempi di cultura e sapienza, dotati di abilità di architetto ed ingegnere del nostro futuro? Li cerco ma ancora non li sento ne li vedo…. ed i tanti commenti della carta stampata e nei talk televisivi sono noiosamente ripetitivi , di perenne contrapposizione critica, poco impegnati nel costruire il futuro ma solo galleggianti sulle onde della pandemia: ieri tutto chiuso….oggi tutto aperto, ….domani tutto….??. Attendo allo scoperto il pensiero propulsivo di chi scavalchi le onde per incidere i contorni e le linee guida della nova pagina.
        Coraggio!

    • In realtà siamo immersi da sempre nella complessità , accresciuta dall’evoluzione tecnologica e dalla globalizzazione.
      Noi siamo persi nel complesso universo ed invece di tenerci per mano preoccupati di non avere il dominio di quanto ci soverchia, litighiamo con miopia su interessi contrapposti per accaparrarci ruolo, potere e ricchezza tra gli umani.
      Credo che tra i problemi irrisolti dobbiamo innanzi tutto annoverare l’economia secondo i canoni attuali, che la rendono distruttiva. Inoltre urge salvaguardare il nostro globo dalla distruzione in atto, proteggendo l’ambiente.

      • Considerazioni condivisibili ed ampiamente dibattute. Il tema rimane aperto quando arriviamo alla fase propositiva. Cosa possiamo fare, come singoli, per dare un segnale di inversione di una tendenza che sappiamo essere potenzialmente distruttiva? Come diamo un segnale concreto di aver volontariamente voltato pagina? In un precedente post chiedevo “cosa siamo pronti a sacrificare della nostra società del benessere tecnologico in cambio di un futuro di speranza”?

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