La crisi covid-19


Guai seri in vista per l’Economia e molte persone normali; grosse opportunità per la Finanza e alcuni finanzieri.

La nostra civiltà tecnologica del terzo millennio è piena di contraddizioni ed irrazionalità che preferisce ignorare piuttosto che cercare di risolvere. Forse sarebbe più opportuno parlare di incapacità e miopia delle classi dirigenti cui spetterebbe il compito, anche in democrazia, di indirizzare la pubblica opinione. Può sembrare inopportuno soffermarsi in questo blog su temi ed argomenti che sono in generale riservati ai quotidiani economici ed ai loro lettori. Tuttavia, difronte alla divergenza tra l’andamento negativo degli indicatori economici (crollo della produzione, crollo dell’occupazione e del fatturato della maggioranza delle attività produttive e di servizi) e il recupero sorprendente di quelli finanziari, (le borse mondiali in poche settimane si sono riportate su valori molto vicini a quelli del periodo pre-covid), non si può ignorare l’evidente incoerenza.

Source OECD Economic Outlook – https://data.oecd.org/chart/60jV

Non c’è dubbio che qualche esperto possa spiegare, con indici e riferimenti pseudoscientifici, perché questo fenomeno si stia verificando. Ad esempio sorprendendosi, positivamente, che le persone a cui si è fisicamente impedito, per due mesi, di andare in giro a spendere i loro soldi, facciano impennare i consumi e le spese nel mese successivo alla loro liberazione. Una spiegazione più credibile, ma spesso omessa, è che nei momenti di crisi in particolare le piazze finanziarie sono il terreno di caccia preferito di finanzieri, umani e robot, di ogni tipo. Noi invece, dovremmo chiederci se quanto stiamo distrattamente assistendo sia in linea con le continue ed inderogabili richieste di cambiamento, rinnovamento e moralizzazione che da più parti si levano in Europa e non solo. Ha senso continuare a vantarsi del primato e del ruolo guida delle società occidentali, sul fronte della Democrazia e dell’Etica, mentre si continua a comportarsi in maniera del tutto incoerente?

Categorie:EthicsofKnowledge

1 reply

  1. Le richieste di cambiamento e moralizzazione non mancano…. i social ne sono invasi. Temo tuttavia che si tratti più di Like e condivisione di post popolari (come lo si farebbe con la foto di un gattino che fa gli occhioni) che di un reale desiderio cosciente, di una volontà accompagnata da voglia di mettersi in gioco.
    Pessimista? Temo realista: stando ai numeri, molti di quelli che chiedono di lasciare i modelli dell’economia della crescita infinita a beneficio, per esempio, del commercio locale, sono gli stessi che acquistano beni via App di società cinesi che chiedono: “perché pagare di più”? Sono anche gli stessi che rendono popolare (milioni di followers) un fanciullo che posta dei video promettendo di rendere ricco come lui chi si affiderà ai suoi sapienti consigli, con slogan tipo: “preferisci essere povero e andare al lavoro in bici, o essere ricco e andare a spasso su un’auto di lusso?”.
    Siamo tutti bravi a dar lezioni, ad essere esperti “da bar”, ma alla prima occasione cerchiamo di approfittare di situazioni vantaggiose anche se sappiamo bene che sarà a scapito di chi ci sta accanto.
    L’etica del “mors tua vita mea” temo sia ancora la più diffusa.

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