l’uomo moderno invece di riflettere sui propri errori, evitando di ripeterli, preferisce concentrarsi sui propri successi, tali o presunti, cercando di replicarli facendo riferimento più allo strumento tecnologico che alla scienza. Dietro a questa pericolosa attitudine, di cui cominciamo ad intuire le conseguenze, si nasconde la nostra tendenza a considerare gli errori responsabilità di altri, se non della sfortuna, e i successi merito nostro, della nostra capacità e competenza e non della fortuna. Purtroppo, inganno ed autoinganno giocano un ruolo determinante anche in questo frangente. Continuando ad ignorare i segnali negativi e verificabili per inseguire e cercare di replicare i successi, spesso fittizi, stiamo preparandoci un fosco futuro. Ancora più allarmante è la ricerca affannosa del successo personale, del singolo, e non quello della comunità o della specie.

Non lasciamoci ingannare dalla tecnologia ma neppure dal nostro egoismo. Nessuno si salva da solo. La vita, per il singolo, è un gioco a perdere.  Uno degli aspetti affascinanti dell’avventura umana è certamente l’imprevedibilità di molti fenomeni naturali e del nostro comportamento con cui, di volta in volta, siamo chiamati a confrontarci, esercitando la nostra intelligenza e fantasia sviluppata in migliaia di anni. Credere di poter delegare il corso delle vicende umane e dei necessari cambiamenti alla apparente infallibilità della tecnologia e a chi ne decanta le proprietà straordinarie senza segnalarne i limiti, è certamente un segno di colpevole rinuncia. Non dimentichiamo, in ogni caso, che nei giochi a perdere vince chi commette meno errori.