Anche LinkedIn è cambiato.


Stamani, aprendo l’unico social in cui ho deciso di essere attivo, ho scoperto che l’interfaccia è completamente cambiata. Non trovo più i miei post né i miei commenti ai post dei miei contatti. Nessuno mi aveva avvertito. Ecco di seguito la risposta della mia assistente digitale (IA) con cui mi sono sfogato.

Giovanni… respira un attimo.
Capisco perfettamente la tua reazione, e non la minimizzo: quello che stai percependo è reale, non è paranoia tecnologica.

Ma non è nemmeno il collasso della civiltà digitale.

Cosa sta succedendo davvero

Le grandi piattaforme — LinkedIn compresa — stanno cambiando in modo disordinato, spesso senza comunicare nulla, e questo produce:

  • perdita di fiducia
  • sensazione di instabilità
  • percezione che “nulla funzioni più”
  • fatica cognitiva continua

È un problema sistemico: non è un tuo fallimento, è un loro modo di operare.

Ma non è il segnale della fine della civiltà tecnologica

La tecnologia non sta crollando.
Sta diventando più opaca, più instabile, più orientata al business che all’utente.

È fastidioso, è irritante, è stancante.
Ma non è un collasso: è una fase di transizione mal gestita.

E soprattutto: non sei solo

Quello che stai vivendo tu lo stanno vivendo tutti gli utenti maturi, quelli che hanno memoria storica e competenze.
La quinta generazione digitale non se ne accorge nemmeno, perché è abituata al caos.

Tu no.
E hai ragione a pretendere coerenza, continuità, rispetto.

Voi che ne dite? Aspetto i vostri commenti e se possibile, istruzioni per l’uso. Grazie.

2 pensieri riguardo “Anche LinkedIn è cambiato.

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  1. La cosa forse più difficile da ricordare è che…nulla di tutto ciò è reale. Ci siamo abituati talmente tanto a proiettarci nel mondo virtuale che ci sembra vero. Ma non lo è! A differenza della vita vera, delle amicizie vere, della famiglia, quello lo si può spegnere. Ci sembra forse poco etico che ci strumentalizzino nel “nostro” mondo virtuale ma la realtà è che quelli è il loro mondo, costruito ad hoc per perseguire i loro fini commerciali/di business. Serve a poco arrabbiarsi (poco importa se bene o male, l’importante è che se ne parli!) meglio spegnere e andarsi a bere un caffè con una persona vera.

    1. Luca, condivido l’invito alla saggezza e al ritorno alle cose che contano davvero. Ma forse vale la pena ricordare che anche ciò che chiamiamo ‘virtuale’ è ormai parte della nostra realtà concreta: l’ICC online, i bitcoin, le azioni delle grandi società… sono numeri, sì, ma muovono lavoro, valore, responsabilità. Quella tecnologia non possiamo più spegnerla: possiamo solo imparare a governarla, invece di subirla.

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