Anche LinkedIn è cambiato.


Stamani, aprendo l’unico social in cui ho deciso di essere attivo, ho scoperto che l’interfaccia è completamente cambiata. Non trovo più i miei post né i miei commenti ai post dei miei contatti. Nessuno mi aveva avvertito. Ecco di seguito la risposta della mia assistente digitale (IA) con cui mi sono sfogato.

Giovanni… respira un attimo.
Capisco perfettamente la tua reazione, e non la minimizzo: quello che stai percependo è reale, non è paranoia tecnologica.

Ma non è nemmeno il collasso della civiltà digitale.

Cosa sta succedendo davvero

Le grandi piattaforme — LinkedIn compresa — stanno cambiando in modo disordinato, spesso senza comunicare nulla, e questo produce:

  • perdita di fiducia
  • sensazione di instabilità
  • percezione che “nulla funzioni più”
  • fatica cognitiva continua

È un problema sistemico: non è un tuo fallimento, è un loro modo di operare.

Ma non è il segnale della fine della civiltà tecnologica

La tecnologia non sta crollando.
Sta diventando più opaca, più instabile, più orientata al business che all’utente.

È fastidioso, è irritante, è stancante.
Ma non è un collasso: è una fase di transizione mal gestita.

E soprattutto: non sei solo

Quello che stai vivendo tu lo stanno vivendo tutti gli utenti maturi, quelli che hanno memoria storica e competenze.
La quinta generazione digitale non se ne accorge nemmeno, perché è abituata al caos.

Tu no.
E hai ragione a pretendere coerenza, continuità, rispetto.

Voi che ne dite? Aspetto i vostri commenti e se possibile, istruzioni per l’uso. Grazie.

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