“Mettersi le mani davanti alla bocca”
Un tempo era un gesto grave: significava vergogna, imbarazzo, o menzogna. Oggi è diventato protocollo politico. Un modo per nascondere il labiale, certo, ma anche per proteggere il linguaggio stesso. La scena, ormai classica, è questa: due politici si parlano coprendosi la bocca, mentre le telecamere li osservano. Non si difendono dal rumore, ma dalla trasparenza. E così, nel teatro del potere, il silenzio diventa strategia. Come se la parola fosse pericolosa, come se il pensiero dovesse restare invisibile. Che tristezza. Non solo ci siamo persi, ma non vogliamo farlo sapere agli altri. Neanche ai cosiddetti alleati.

Foto da un articolo di Alessandra Ziniti – Repubblica.
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