C’era prima il Deficit o il PIL?


Politici ed imprenditori si commuovono e si esaltano difronte alle insperate percentuali, finalmente in aumento, delle vaccinazioni e del Prodotto Interno Lordo (PIL). Vaccini ed aumento del PIL ci salveranno? Sono indicatori significativi ed attuali di cosa? Il famigerato rapporto Deficit/PIL è schizzato a valori impresentabili ma lo ridurremo aumentando il PIL, che sale grazie ai prestiti. Le alte percentuali di vaccinazioni effettuate, nei paesi occidentali, ci consentiranno di andare in giro, socializzare e consumare, facendo aumentare il PIL.

Alba o Tramonto?

La pubblica opinione già confusa dai messaggi incongruenti sulla pandemia, è distratta con un gioco delle tre carte attualizzato. Il famoso cerino acceso passa di mano tra sorrisi e prudenti rassicurazioni. Un gigantesco fenomeno di inganno ed autoinganno per cercare di superare un periodo di transizione energetica, ambientale, digitale ma non metodologica che non abbiamo cercato, che pochi realmente vogliono e che non sappiamo dove ci porterà. Una traversata del deserto di cui non vogliamo considerare i rischi e per la quale non ci stiamo attrezzando. Ci penserà l’Intelligenza Artificiale? Cadrà la manna dal cielo?

Per il momento la pubblica opinione preferisce non considerare l’ipotesi di un viaggio lungo e pieno di insidie. I più, compresi molti giovani, pensano solo a riprendere le attività e lo stile di vita che è stato loro indicato come modello di eccellenza della nostra società tecnologica. Perché avventurarsi nel deserto se si può continuare ad aspettare Godot?*

* Aspettando Godot – Samuel Beckett – La commedia dell’assurdo.

2 risposte a "C’era prima il Deficit o il PIL?"

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  1. Caro Giovanni,

    sempre più, parlando con le persone più diverse (ma naturalmente non uguale per tutti, (ad esempio ieri con una signora tedesca, rappresentante dei Verdi in una circoscrizione del Lago di Costanza) emerge questa tragica dicotomia fra la realtà dei processi di sviluppo della nostra società e i sogni che ci vengono propalati dai mezzi di comunicazioni, dalla politica, da molti personaggi “di riferimento” nel dialogo pubblico. Ma pure nel privato, e nel comportamento direi della maggioranza, vediamo una generale accettazione dei messaggi suddetti: la nostra società è terribilmente materialista, con un’ottica da cortile, disinteressata a quanto succede in un ambito vicino o lontano che non sia in qualche modo favorevolmente funzionale al raggiungimento degli obiettivi di ognuno.

    Ci sono poche voci, come la tua, che gridano nel deserto di indifferenza ma la loro eco sispegne ahimè a misera distanza di tempo e di spazio.

    Forse la mia visuale è troppo corta, limitata e di conseguenza pessimista e per contro non sto facendo gran che per migliorare la situazione. Forse ti ho già detto che sto cercando una via per insegnare etica ai bambini in età pre- e scolare, perché quando sono cresciuti è molto più difficile recuperarli, condizionati come sono dalle logiche e correnti dominanti.

    Forse è un’illusione quella di una rivoluzione non violenta, contraria alla natura dell’uomo così com’è ma se uno ci crede, ci prova; altri prima di me e molto migliori di me hanno fatto molto, e tu stesso ne sei un esempio ma vedi che la tendenza imperante è sempre la stessa e forse è impossibile scardinare o almeno mitigare la belluini intrinseca nell’uomo (o donna cha sia, tanto per adeguarsi politicamente).

    Leggo libri sull’argomento e cerco circoli attivi in questo senso, nella mia limitatezza.

    A presto

    Marco

    >

  2. Per rispondere ai curiosi, chiedendo scusa agli economisti, è bene chiarire che il PIL fu concepito nel secondo dopoguerra, circa 80 anni fa; il Deficit affliggeva già l’impero romano e anche re ed imperatori nel medioevo.. Il PIL è “teorico”, il Deficit sostanziale ..

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